☳ Polpette n°332
سر زد از افق مهر خاوران / فروغ دیدهی حقباوران / بهمن فر ایمان ماست
questa è Polpette, la vanzletter
di notizie è pieno il mondo, ma anche di polpette
ho una certa età ed è un eufemismo dire che non è la prima volta che vedo gli USA prendersi la briga di andare a correggere le scelte politiche e lo stile di vita di altre nazioni, che sono spesso governate da una dittatura, che di solito per una curiosa coincidenza sono anche produttori di petrolio, e che spesso ne escono peggio, anche se a volte liberati da un governo corrotto e oppressore (che poi però spesso ritorna o viene sostituito da un altro simile e dopo si dice vabbé, è andata così).
questo per dire: color me fucking surprised.
ma giusto perché ciascuna di noi ha nella propria rete sociale una leghista trumpiana che cerca tragicamente di rifilarti il talking point consunto (e mai stato vero) che i democratici fanno la guerra mentre i Repubblicani no, è il momento di ricordare che:
Trump, che doveva essere il Presidente più pacifista della storia, ha ordinato più attacchi aerei e con i droni di qualunque altro Presidente nell’era contemporanea, su sette paesi, tre dei quali (Iran, Nigeria e Venezuela) sono nuovi fronti di guerra. nei primi due anni di mandato (2016-18) ha ordinato 2.243 bombardamenti con i droni, contro i 1.878 di Obama in otto anni.
qui ci sono tutte le guerre a cui gli USA hanno partecipato (e spesso scatenato) nel 20mo e nel 21mo secolo, e sono un bel po’. se sei nato nei 60s o nei 70s è un viaggio sulla memory lane.
le guerre dei Presidenti Repubblicani sono: Grenada (Reagan), Bombardamento della Libia (Reagan), Invasione di Panama (Bush I), Guerra del Golfo (Bush I), Somalia (Bush I), Bosnia (Bush I), Afghanistan (Bush II), Yemen (Bush II), Iraq (Bush II).
smettiamo quindi, per favore, di dire cazzate, grazie.
è anche vero che nei ‘70 il democratico Carter ne ha fatte un sacco, ma i ‘70 erano anni così: istintivi, sbarazzini, disinvolti.
a rileggerle si nota subito che gli USA sanno invadere ma non sanno esportare la democrazia o costruire Stati: vanno in guerra senza un piano per il dopo. Regime change e State building non sono il loro forte. qui il New York Times spiega ai MAGA che The Idea That Trump Was Antiwar Was Always Delusional
“I’m really good at war. I love war, in a certain way, but only when we win.”
(DJTrump)
nel lato cinese del Mondo, dove invece di bombardare si costruisce (per ora) soft power e consenso internazionale, stanno per iniziare le Due Sessioni, cioè il Megacongressone annuale in cui Pechino definisce, in un linguaggio criptico e pieno di sottili simbolismi, le policy (meglio: le variazioni alle policy definite in precedenza) per gli anni a seguire. questo avviene con il Government Work Report tenuto da Xi, da cui l’osservatore attento può intuire cambiamenti negli obiettivi e nelle attenzioni del Partito. certo, il Piano Quinquennale è più facile in quella che generosamente chiameremo un’autocrazia, ma è un continuo processo di rifinitura di linee guida che devono essere interiorizzate e seguite da un miliardo e mezzo di persone.
nella seconda sessione si riunisce l’Assemblea nazionale del popolo (Quánguó Rénmín Dàibiǎo Dàhuì) che conta oltre 3.000 delegati ma non ha alcuna autonomia decisionale. il tema delle Sessioni di quest’anno è “ethnic unity”, che secondo le associazioni per i diritti civili potrebbe segnare un ulteriore passo nel percorso di repressione delle minoranze culturali e linguistiche del Paese. color me fucking surprised.
era un po’ che volevo consigliarti questo e direi che il momento è proprio adatto: trattasi di un agile romanzetto intitolato (poco agilmente) The 2020 Commission Report On The North Korean Nuclear Attacks Against The U.S.: A Chilling Political Thriller – President Trump, Kim Jong Un, and the Tweet That Triggered World War II
è chiaro da subito di cosa si tratta: fiction politica in cui Trump e Kim Jong Un si trovano a scatenare una guerra termonucleare globale. non mi aspettavo molto, ma l’ho trovato sorprendentemente leggibile, appassionante e ricco di insight sul funzionamento dell’apparato bellico USA (e nordcoreano).
qui se vuoi approfondisci la trama, ma naturalmente non è mai stato tradotto
ancora un’altra cosa (è una intro lunga): l’Iran come tutto il mondo islamico è cognitivamente lontano e ne abbiamo una visione molto superficiale. la maggior parte delle persone non sa nemmeno che gli iraniani non sono arabi, per dire, e per ragioni geopolitiche molti ne hanno un’immagine presa dal mondo sunnita che non corrisponde a verità (beduini, guerriglieri col turbante e il Kalashnikov, società tribale in piccoli villaggi polverosi).
ecco, quello è l’Afghanistan del cinema, mentre l’Iran è piuttosto diverso e grazie al fatto che ha una tradizione cinematografica di tutto rispetto possiamo vederlo bene in alcuni film. mi permetto di consigliare il delizioso Un semplice incidente di Jafar Panahi, uscito quest’anno e premiato a Cannes, e Una separazione di Asghar Farhadi del 2011, anch’esso pluripremiato.
di Farghadi trovi Un eroe su Raiplay e Il passato su Amazon prime.
di Panahi c’è Tre volti su Raiplay
oltre a Panahi e Farghadi i nomi degli autori da conoscere sono Abbas Kiarostami e Mohsen Makhmalbaf.
le polpette iraniane di oggi sono le Koofteh Tabrizi. volevo mettere la foto di polpette che piace sempre e fa venire fame, ma mi sembra fuori luogo: questa è più sul pezzo.

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le Polpette della settimana
perché questa settimana non ci sono polpette sul clima
perché se già prima della guerra la questione climatica era ampiamente sottovalutata dai governi occidentali, e anche in Europa tornava ad essere sottomessa al primato dell’Economia e del Lavoro (in una falsa dicotomia, peraltro: una transizione rinnovabile ben governata genera più posti di lavoro e punti di PIL di quanti ne elimini), con tutta l’attenzione globale sull’Iran per mesi non sentiremo più parlare di riduzione delle emissioni.
inoltre, una guerra è un enorme generatore di emissioni climalteranti (movimento mezzi e truppe, ma anche produzione bellica) e di immissione di calore in atmosfera. per non parlare poi dei test nucleari. non ho mai trovato uno studio in grado di quantificare le emissioni belliche.
ragione di più per continuare a parlarne qui, dici? comincio a non esserne più tanto convinto.
tre pezzi sulla Russia
che più che una potenza globale (che non è più) o un’autocrazia, forse bisognerebbe cominciare a considerare una patologia. se non altro perché ha chiaramente un’ossessione che non riesce a superare. MIcromega la definisce un’ideologia primordialista” di ricongiungimento in un pezzo che spiega bene la genesi della paranoia ossessiva putiniana, che inevitabilmente è diventata anche quella di una parte importante della società.
il Kyiv Independent spiega come abbiamo sopravvalutato militarmente la Russia per troppo tempo, e se c’è qualcuno che ha voce in capitolo al riguardo sono proprio gli ucraini.
Scegli il parametro che preferisci: grazie agli clamorosi fallimenti di Mosca, la Russia ha probabilmente perso più uomini degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale, con decine di migliaia di vittime che si accumulano ogni mese, il tutto in una guerra che è durata più a lungo della lotta sovietica contro i nazisti. (qui tradotto in italiano).
faccio poi l’eccezione di linkare a un post su Facebook perché interpreta in modo razionale e argomentato la frustrazione - da sinistra - verso quella parte della sinistra che non sapendo rinunciare a vivere del mito dell’URSS ha finito per tradurlo in un maldestro filoputinismo.
la vera ragione del ritorno al lavoro in ufficio
un post Instagram che svelerebbe le vere ragioni per cui le aziende non vogliono il lavoro remoto, mascherate con l’alibi che il lavoro in ufficio migliorerebbe collaborazione e produttività, nonostante il remote work abbia dimostrato di aumentare la produttività (+12%) e di far risparmiare in media un’ora e un quarto al giorno alle persone - che si traduce naturalmente in maggior tempo con la famiglia, relazioni sociali, assistenza e volontariato, quindi benessere psicologico, sociale e anche economico.
secondo il post, una delle motivazioni principali del rientro forzato in ufficio dal lavoro remoto è la speranza che una parte del personale si dimetta (negli USA è successo, ma *surprise!* se ne sono andati gli elementi di maggior valore, cioè quelli con più facilità a trovare un nuovo impiego). la seconda ragione è il buon vecchio controllo: è molto più facile controllare una persona in ufficio che un portatile in remoto.
i maschi gen Z continuano a dimostrarsi un problema
nel senso che a ogni sondaggio e studio si dimostrano sempre più retrogradi, di ragionamento limitato e visioni ristrette del loro genitori e nonni.
per esempio, un maschio gen Z su tre (globalmente) ritiene che la donna debba obbedire al marito, al quale spettano le decisioni importanti.
sarebbe davvero utile cominciare a capire da cosa derivi questo fenomeno e chi ha sbagliato nella loro educazione, se, che so, la famiglia o la scuola. o se, come è facile fare ultimamente, ce la caviamo esternalizzando la colpa ai social media, che tanto nessuno li può controllare. sospetto che quella fogna infetta della manosfera abbia responsabilità in merito, ma di queste cose ne sa molto di più Pietro (che se hai figli adolescenti potresti voler seguire).
24% think women should not appear too independent or self-sufficient, compared with 12% of baby boomer men.
21% of gen Z males think a “real woman” should never initiate sex, compared with only 7% of baby boomer men.
59% of gen Z males said men were expected to do too much to support equality, compared with 45% of baby boomer men.
dodici milioni di cittadini europei pagano le tasse ma non possono votare
non poter partecipare alla vita politica del Paese in cui vivi è ingiusto, ed è una condizione in cui si trovano quasi 12 milioni di cittadini europei (il 3.3%) che vivono in un paese di cui non hanno (ancora?) la cittadinanza.
tiro a indovinare: le tecnologie necessarie per garantire loro il voto ci sarebbero, ma richiedono un’integrazione dei sistemi elettorali tra membri EU che necessita di un atto politico.
i corsi gratis di Claude
Anthropic, azienda produttrice del chatbot LLM Claude, è spesso sulle news per la divergenza con la Casa Bianca sull’uso di Claude in contesto bellico. semplificando: Claude - come ChatGPT e Gemini - è usato dal dipartimento della difesa USA, ma Anthropic non vuole che gli sia affidata la decisione di fare fuoco (sì, siamo già al punto in cui le AI possono decidere di uccidere umani: le tre leggi di Asimov erano una pia illusione).
oggi Anthropic mette gratuitamente a disposizione corsi per imparare l’uso evoluto di Claude, e se sei una giovane di belle speranze che si affaccia al mercato del lavoro (ma anche un operatore del digitale che non vuole perderlo) secondo me vale la pena di seguirli. molto del contenuto si applica anche agli altri LLM, immagino.
poi secondo me Anthropic dovrebbe trasferirsi a Parigi e in cambio di un ambiente non tossico donare alla UE la sua AI, che è forse anche la migliore, ma questi son sogni.
Milano e Torino sono tra le 10 città più stressate al mondo
adesso non cominciamo con distinguo e polemiche: studio e metodologia sono qui e retweet is not endorsement. trovo però probabile che riguardo a MI e TO il traffico e i tempi di percorrenza (che sono solo uno dei modi in cui il traffico ci uccide con lo stress) siano i principali responsabili di questa cosa, insieme al costo della vita.
ovvero, ancora una volta, di come una mobilità veramente capillare ed efficiente è fondamentale per il miglioramento della qualità della vita in una città, che a sua volta si traduce nel suo successo economico e sociale.
dice ma a Milano i mezzi sono capillari ed efficienti (no, non è vero, non abbastanza)
dice ma a NY e Londra i mezzi sono capillari ed efficienti (forse, ma hai presente il resto?)
il simulatore di Palantir fatto in casa
Bliawal Sidhu ha creato una dashboard di osservazione sul conflitto in Iran (simulata) a partire da dati OSINT, cioè di Open Source Intelligence, e attraverso il vibe coding con Gemini e Claude: i due LLM più adatti a creare software senza bisogno di saper programmare. i risultati, per quanto non rappresentino il conflitti in diretta, sono impressionanti. qui il video dove spiega come ha fatto.
la telefonia cellulare criptata e non intercettabile è possibile
anche se richiede alcuni compromessi. secondo questo pezzo è possibile fare conversazioni non duplex (in stile walkie talkie, cioè dicendo passo) criptate via TOR su qualunque smartphone usando strumenti open source. utile nei regimi autoritari.
i World Nature Photography Awards
con le solite splendide foto di natura, per illuderci per un momento che esista ancora un futuro possibile in cui l’ambiente e la conservazione della biodiversità abbiano un qualunque grado di importanza.
il fenomeno dei therians sta generando un gran rumore (per nulla) in Spagna
quando una microscopica sottocultura, per quanto bizzarra (ricordiamo i furries?) viene presa a pretesto per una campagna di moralizzazione sociale, sai che c’è di mezzo la destra populista cialtrona.
in Italia di solito è quel fenomeno di Salvini, nel mondo spagnolo e sudamericano sono quei fenomeni di Vox, del partito di Milei e simili, che hanno fatto un gran casino quando sono venuti a conoscenza da testate in cerca di spunti notiziabili del (limitatissimo, quasi inesistente) fenomeno tribale dei therians, cioè persone che sostengono di identificarsi con animali non umani come cani, volpi, lupi o altri mammiferi, e che si travestono e si comportano come loro in spazi pubblici come i parchi delle città.
trovo naturale che Vox, che non mi pare in grado di mettere per iscritto un minimo di piattaforma politica sensata, sia ridotta a occuparsi di queste stronzate qui.
Cosmic stage: un fantastico cosmosfero (planisfero cosmico?) interattivo
che sei appassionata di astronomia fai prima a provarlo che aspettare che io te lo illustri in modo sensato e coerente.
i 100 migliori film, questa volta secondo il pubblico (e non la critica)
se segui le Polpette forse conosci un po’ le mie ossessioni. una di questa è il rating dei migliori film in cerca dell’Arca dell’Alleanza, cioè il Film Ultimo e Supremo che contiene la risposta alla Vita, l’Universo e Tutto Quanto, e che se tutti lo vedono ci salverà.
che naturalmente non esiste: sono quindi intrappolato in un loop di ricerca infinita. di questa ricerca fanno parte alcuni documenti che ho pubblicato come Edizioni Polpette (LOL) che cercano di sintetizzare, grazie a formule matematiche MOLTO semplici cioè le uniche che so applicare, la lista “oggettiva” (hah!) dei migliori film.
in questo spirito oggi pubblico, un po’ populisticamente, questa lista dei 100 migliori film di tutti i tempi secondo il gradimento popolare (e non quei parrucconi pieni di sé dei critici cinematografici). al primo posto il Padrino ma, per dire, non c’è Tokyo story, il che è grave. ma le masse son le masse.
mi ha permesso di farla un’ottima nuova risorsa che si chiama Y-List e elenca i film in ordine di gradimento popolare a partire dai voti su Imdb, Rotten Tomatoes, Mediacritic e Letterbox.
altri documenti:
la lista dei 100 migliori film di tutti i tempi secondo l’autorevole British Film Institute (al primo posto Vertigo di Hitchcock)
i 100 migliori film degli anni 2000 secondo il New York Times (al primo posto Parasite, naturalmente)
i film premiati ai festival cinematografici nel decennio 2012-2024 e
i migliori film del 2025 secondo le testate più “autorevoli”
il tuo smartphone ti ascolta per scopi pubblicitari?
è la domanda più frequente che mi fanno ai corsi, alla quale l’unica risposta possibile è “teoricamente no perché sarebbe illegale e nessuno ha mai dimostrato che lo facciano, ma vai a sapere”. avendo a che fare con la spregiudicatezza di gente come Zuckerberg e Musk non mi sento di garantire niente.
c’è però una cosa che sappiamo che il telefono fa a nostra insaputa, ed è ricevere segnali sonori non udibili agli umani mentre siamo davanti alla TV (o la radio, o persino YouTube?) che indicano all’inserzionista che il proprietario di quel telefono ha visto una pubblicità del razzo ACME, in modo che la prossima volta che vai su Instagram ti trovi la sponsorizzata del razzo ACME infilata dappertutto. qui spiegato meglio (su Instagram, lol).
Unsupervised di Refink Anadol fa un sacco di permanenza
un’installazione digitale alta sette metri al MOMA sta intrattenendo il pubblico per periodi molto lunghi. come peraltro tutte le installazioni digitali molto grandi e che hanno figure che si muovono ipnotizzano una specie che è stata condizionata a guardare figure che si muovono su uno schermo, non c’è niente di strano o nuovo qui.
e a questo proposito, una gallery di musei europei fighissimi
il prodottino della settimana: il rasoio elettrico Braun scontato
maschio adulto, la primavera si avvicina, cominci ad avere una certa età, i capelli e i peli ingrigiscono, non sarà magari questo l’anno che decidi di provare a rasarti via quei ciuffi un po’ schifosi che hai addosso?
non so, vedi tu: io la guida alla depilazione totale maschile l’ho scritta, decidi tu se darle una chance. non vorrei dire ma secondo ma la tua/il tuo compagno/a ne trarrebbe giuovamento, e anche tu in termini di sudorazione in estate.
in ogni caso, ci sono gli sconti su Braun, che pur non essendo i miei rasoi preferiti, a questo prezzo valgono la spesa. e funzionano anche per barba e capelli.
regolabarba con lama regolabile a soli 30€
regolabarba e capelli che secondo me va bene anche per il corpo (ma attenzione vicino alle parti intime) a 50€
rasoio specifico per il corpo a 70€
se vuoi qualcosa di più tecnico puoi rivolgerti a Moser oppure al tagliacapelli professionale che probabilmente usa il tuo parrucchiere.



Grazie dello shoutout a breve esco con un pezzo politico sul looksmaxxing che levati 🤣
1) Di Panahi è da vedere anche Taxi Teheran, anche solo perché se ricordo bene l'ha fatto uscìre dal paese in una USB nascosta in una torta nuziale. Bellissimo. Zio Jafar sempre nel mio cuore
2) gesucheppalle Putin e le sue fissazioni ma grazie del pezzo di MicroMega, salvato da leggere per quando non sto andando a dormire
3) il fatto che siano necessari post come quello che hai linkato di facebook è la ragione per cui mi sono praticamente ritirata nelle caverne piuttosto che discutere con le gentidisinistra da che è iniziata la guerra in Ucraina (teoricamente sono di sinistra anch'io, ma mi è chiaro che Putin non è erede dell'URSS e che anche l'URSS non era comunque tutto sto carnevale di Rio)