☳ Polpette n°346
Le gunna-scréach faoi lámhach na bpiléar / Seo libh canaig’ amhrán na bhFiann
questa è Polpette, la vanzletter
di notizie è pieno il mondo, ma anche di polpette
il PIL dell’Eurozona è sceso dello 0,2% nel primo trimestre del 2026, e la principale responsabile è l’Irlanda, che ha visto il proprio PIL calare del 12%.
la ragione è il crollo del fatturato dei grandi gruppi internazionali (principalmente farmaceutici) attirati in Irlanda da politiche fiscali estremamente favorevoli. i dazi di Trump hanno però ridotto fortemente le loro esportazioni negli USA. puntare tutto sull’attirare capitali globali ha il difetto che sei poi totalmente alla mercé di dinamiche globali che non hai alcuna possibilità di controllare o mitigare.
tieni d’occhio il senatore Jon Ossoff della Georgia, perché si sta rivelando una possibile risposta democratica al populismo trumpiano: ha cose da dire e soprattutto le sa dire MOLTO bene. nell’oratoria ricorda Obama, e ha il physique du rôle. insomma, forse c’è un candidato con delle chance, visto che per ora gli altri convincevano poco.
qui il suo Instagram da cui si intuisce che potrebbe tranquillamente recitare nel cinema, o almeno nella pubblicità.
per quanto riguarda le ricette di polpette irlandesi, puoi scegliere tra le polpette al whiskey (con la E se irlandese o americano, senza se è scozzese) e quelle alla Guinness.
le Polpette della settimana
si comincia a sentire il caldo, nevvero?
che, come inizia l’articolo, “Planet Earth isn’t cooling off anytime soon. The past 11 years have been the hottest on record“ le Polpette lo ripetono fino allo sfinimento da 6 anni, ma solo negli ultimi due anni temperature estreme rispetto alla memoria storica delle persone hanno cominciato a convincerci che sta succedendo qualcosa. niente di meglio dell’esperienza empirica per convincere chi non presta attenzione a cosa dice la scienza.
lo vediamo nelle città ogni primavera (ma ormai anche in inverno e autunno): da Zurigo (6° anno più caldo dal 1950) a Mosca e Shanghai, dove hanno battuto ogni record storico. e sto scrivendo in una città dove ci sono 37° a metà giugno.
a parte quello che stiamo facendo globalmente per mitigare il warming (e che non basta), a livello micro dobbiamo imparare ad attrezzarci. l’aria condizionata mette un carico spesso insostenibile sulle reti elettriche delle nostre città, progettate per temperature molto più basse. i cavi elettrici cuociono sotto l’asfalto, e c’è probabilmente da ripensare l’intera infrastruttura (elettrica ma anche dell’approvvigionamento di acqua), il che avrà costi altissimi.
ma c’è da ripensare anche la struttura delle piazze e dei larghi delle città: la parola chiave è depavimentazione o depaving: rimuovere asfalto e parcheggi (le auto parcheggiate sono tipo dei termosifoni) e sostituirli con alberi e prati. limita l’effetto isola di calore e riduce gli allagamenti nella stagione delle piogge.
a livello individuale non ho ricette: non ti dirò certo di bagnarti la fronte e mangiare molta frutta. come unico consiglio ho: passa più tempo nei parchi invece che nei centri commerciali.
secondo gli esperti il vero pericolo, oltre le siccità e i colpi di calore, è un rischio di crisi nella produzione agricola nei prossimi anni e decenni.
in Cina hanno ideato un drone che sembra una zanzara
pesa un terzo di grammo e contiene sensori, non solo visivi, in grado di compiere operazioni di sorveglianza. come molte altre tecnologie attuali, la fantascienza aveva già immaginato questo tipo di evoluzione: penso a The Diamond Age di Neal Stephenson e Preda di Michael Crichton.
se consideriamo anche le tecnologie di visione attraverso materiali solidi, stiamo arrivando al punto in cui dobbiamo considerare di essere potenzialmente visibili in qualunque momento delle nostre vite. c’era giusto bisogno di un’altra ansia.
forse Midjourney ha inventato la nuova risonanza magnetica
la divisione medica dell’azienda di generazione grafica in AI Midjourney ha annunciato un nuovo tipo di analisi medica a immagini che chiama Ultrasonic CT, che promette di essere più precisa, più completa e veloce (immagine 3D dell’intero corpo in 60 secondi) e senza radiazioni o campi magnetici, sfruttando solo le onde sonore. il paziente è immerso fino al collo in un cilindro verticale riempito di acqua e in un minuto il medico ottiene un’immagine 3D full body “in many ways superior to even MRI machines“.
a me non sembra più dettagliata di una risonanza, ma aspettiamo a vedere.
qui il video.
abbiamo finalmente il primo film AI a un festival, stavolta davvero
Dreams of Violets dell’iraniano Ash Koosha è stato presentato, questa volta per davvero, al Tribeca film festival. il regista ha generato un documentario di 74 minuti sulla repressione stragista del governo iraniano delle proteste popolari del 2026 a partire dai pochi video usciti dall’Iran prima della chiusura di Internet nel Paese.
costo: 2000$, tutti in token AI. impresa letteralmente impossibile fino a poco fa, è un uso intelligente della generazione con i Large Language Model.
il pallone dei mondiali non è un pallone normale
prima di tutto perché il pallone Trionda di Adidas contiene un chip che consente al VAR di raccogliere dati sulla posizione e velocità della palla (e altro). il chip è integrato nella sfera in poliuretano composta da tre pannelli avvolti nella forma di un tetraedro smussato, con nervature nei pannelli termosaldati per correggere gli effetti strani nella traiettoria che si verificano quando la palla è troppo liscia.
l’acqua del rubinetto di NYC è piena di micro crostacei
detti copepodi, quasi invisibili a occhio nudo, servono a mantenere l’acqua pulita, poiché si nutrono delle schifezze in sospensione, tra cui i batteri. ok, qui gli esperti di reti idriche di Harris Water lo spiegano meglio.
la cosa buffa è che essendo i copepodi tecnicamente dei crostacei, cibo vietato dalla religione ebraica, gli ebrei ortodossi newyorkesi (ce n’è un casino, soprattutto in certe zone di Brooklyn) in teoria non potrebbero berla. da cui questa complessa analisi halachica su: posso o non posso bere l’acqua?
ai/alle vegane direi che non avendo i copepodi nemmeno lontanamente un sistema nervoso centrale, insomma, starei tranquilla.
un’azienda no profit incredibilmente famosa che era proprio sotto i nostri occhi
ho già parlato in passato del mio rispetto per Patagonia, non solo per la qualità tecnica dei materiali dell’abbigliamento, ma anche perché come no profit reinveste in iniziative per l’ambiente il 100% dei profitti.
ora scopro che è no profit anche un’altra azienda che conosciamo tutti, ma proprio uno dei brand più noti al mondo: Rolex è stata ceduta nel 1960 dal suo fondatore a una fondazione senza scopo di lucro che tuttora la possiede al 100%.
quindi Rolex vende ogni anno circa UN MILIONE di orologi prezzati tra i 6.000 e oltre 75.000$ senza avere un proprietario né azionisti, e il consiglio di amministrazione non può venderla. non si sa quanti dei 10 miliardi di franchi svizzeri che ne rappresentano il fatturato annuo siano donati a iniziative etiche, perché la legge svizzera non impone di diffondere questa informazione (il che però la rende anche, a differenza di Patagonia che le pubblica, una scatola opaca). d’altra parte la trasparenza non è mai stata una qualità svizzera.
il lavoro in remoto ha dei lati negativi
uno studio analizza, sul mercato del lavoro USA, gli effetti sull’individuo del lavoro da casa (“in remoto”), evidenziando come in certi casi alimenti senso di isolamento, depressione e squilibrio psicologico.
arrivano le auto superibride
che promettono maggiore autonomia, costi inferiori di batteria rispetto alle elettriche (ma, in quanto ibride, non di manutenzione), una maggiore complessità meccanica e, alla fine, un prezzo di listino più alto. ma liberano dal distributore senza dover accettare il rischio di batteria scarica dell’elettrico puro. è l’effetto psicologico che il marketing chiama la “I might need” sensibility: quella per cui giro sempre con un battery pack al seguito senza averne mai bisogno.
si definiscono con la sigla EREV, Extended-range electrics.
Last museum aggrega tutte le collezioni online di maggiori musei del mondo (che le mettono a disposizione) ma al momento This deployment is temporarily paused quindi non puoi vederlo (forse troppi accessi, oppure ostacoli da parte dei musei).
aggiornamento sul prodottino della settimana: come funziona Fitbit Air
come anticipavo la settimana scorsa, Fitbit air è il nuovo braccialetto di Google che rileva tutti i parametri principali della fisiologia umana (cuore, sonno, reattività fisica) e le attività sportive, incluso il nuoto. ha, secondo me, tre vantaggi principali:
1) è davvero minimal, non ti disturba con schermi luminosi o vibrazioni, ci dormi di notte senza sentirne la presenza.
2) nell’app hai sempre sott’occhio le metriche, delle quali impari presto a capire impatto e rilevanza, ma se attivi il coaching (Google Health Premium a 99€/anno) hai a disposizione un’AI basata su Gemini con cui chattare, a cui puoi chiedere qualunque cosa, e che ti prepara piani di allenamento o strategie di riposo, meditazione o mindfulness, recupero, alimentazione. è in grado di riconoscere un’eventuale fibrillazione atriale.
3) essendo Gemini, se vuoi ti fa anche da nutrizionista/dietologo, anche se naturalmente i pasti devi inserirli tu (il database dei prodotti/ingredienti è migliorabile).
NON è come avere a che fare con uno specialista umano (ovviamente) ma 99€ sono molto pochi per questo tipo di informazioni, costanti e in tempo reale. la carica dura oltre una settimana. personalmente mi ci sto trovando bene.
entusiasmo e piaggeria dell’AI sono un po’ fastidiosi, ma è Gemini, ha memoria, quindi bastano un paio di prompt giusti. a 99€ (+ eventuali 99/anno di canone per l’AI) mi pare un acquisto sensato e responsabile.
anzi, pro tip, se fai l’abbonamento Google AI Pro a 219€/anno hai Google Health Premium (il coach, del valore di 99€) più 5 terabyte di spazio su Drive condivisibili con un massimo di 5 persone, accesso molto esteso a Gemini Pro, la Deep Research, Gemini in Gmail e Documenti, NotebookLM, Google Antigravity (l’AI agentica), Gemini in Android Studio e Google AI Studio (cioè generazione con Gemini 3.1 Pro e Nano Banana Pro, Veo per il video e Google Flow Music), YouTube Premium Lite (=90€), Google Home Premium (=100€) ovvero Gemini per gli home assistant (Echo, Nest): niente più “Ok Google” che non capisce cosa chiedi.
questa non è una promo, e anticipo le tue obiezioni: sì in Google naturalmente sono dei cinici privi di etica che si rivendono i tuoi dati, e un loro robot probabilmente cercherà di uccidere te e la tua famiglia prima del 2100 (/s)



