☳ Polpette n°343
Kur latvju meitas zied / Kur latvju dēli dzied / Laid mums tur laimē diet / Mūs’ Latvijā! 🇱🇻
questa è Polpette, la vanzletter
di notizie è pieno il mondo, ma anche di polpette
in Lettonia due droni Ucraini deviati dalla contraerea elettronica russa hanno colpito un impianto petrolifero. la decisione della premier Evika Silina (liberal-conservatrice) di licenziare il ministro della difesa (progressista) per non avere messo in atto misure di difesa adeguate ha portato il partito progressista a sfiduciare la maggioranza.
le polpette lettoni si chiamano kotletes e, mi pare di capire, di solito si cuociono un po’ brutalmente direttamente in padella, in modo simile a come trattano la carne in Croazia: senza particolare cura né diavolerie occidentali come impanature, marinature, salse e condimenti. che probabilmente nei Balcani, abitati da fieri popoli guerrieri, sono considerate robe da mollaccioni francesi. fatto che rende spesso la cucina balcanica un’esperienza poco gratificante.
una cosa volevo dire questa settimana, e qui ti becchi il l’editorialino del vanz: ancora una volta abbiamo la dimostrazione che l’automobile è un’arma. nel senso di un oggetto che hanno tutti e che chiunque può usare come un’arma. nemmeno come un coltello, più tipo un fucile d’assalto: chiunque ci può fare una strage.
non sto dicendo che l’auto andrebbe vietata, naturalmente, ma camminando nei centri delle città con le auto che viaggiano a pochi centimetri dalle fermate del bus e dai marciapiedi mi sembra del tutto evidente che fra 30 o 50 anni l’attuale promiscuità tra pedoni inermi e armi da strage apparirà assurda.
quindi almeno chiudere i centri città alle auto? i dissuasori a scomparsa? l’avevamo fatto nel periodo degli attentati, poi cos’è cambiato, di grazia? oppure separare fisicamente i marciapiedi dalla carreggiata, come a volte si fa nelle strade extraurbane. o l’una, o l’altra.
perché non c’è solo il fuori di testa o il terrorista: nel secondo Paese più vecchio del mondo le strade sono piene di 85enni al volante a cui si sarebbe dovuta ritirare la patente dieci anni prima. a 80 anni non si è in grado di gestire un’emergenza alla guida, per ragioni fisiche e cognitive.
ma anche per tutti gli altri, la prossimità tra auto e pedoni, insieme al mancato controllo del rispetto dei limiti di velocità nei centri urbani, fa sì che una semplice collisione tra auto e bus o tram in centro rischi di portarsi via tre o quattro pedoni (basta cercare gli articoli di giornale: è pieno).
quindi mi interessa molto poco l’unica cosa di cui si sta parlando, cioè di che nazionalità fosse l’attentatore o se fosse disturbato o radicalizzato, o meno: non avrebbe dovuto poterlo fare.
le Polpette della settimana
le previsioni sul worst case scenario sul clima sono sempre meno probabili
e questa è la buona notizia, dovuta soprattutto all’elettrificazione, che ha reso obsoleto il carbone e ridotto la dipendenza dalle altre fossili. oggi lo scenario peggiore riguardo all’aumento delle temperature sarebbe passato da +4,5° a +3,5°. che però restano scenari entrambi apocalittici.
purtroppo non basta: l’elettrificazione non sta avvenendo in misura sufficiente, mentre le probabilità basse e medie di aumento delle temperature stanno salendo. la speranza di contenere l’aumento della temperatura entro livelli “accettabili” (i +1,5° di Parigi 2015) è sfumata: ora la speranza migliore è di una rapida ascesa fino a +1,7° (se va bene) per poi lentamente ridiscendere a +1,5°, ma SOLO se si verificherà la promessa della carbon capture, tecnologicamente MOLTO discutibile. personalmente, su un massimo di +1,7° ci farei la firma oggi (il 2024 ha già toccato i +1,6°, per quanto non in modo ufficiale a livello globale).
tutto questo, a occhio, non considera diverse cose: il rilancio delle fossili nel Paese con più emissioni al mondo (gli USA di Trump); la fame di energia di Paesi in rapida ascesa economica dell’area più popolosa al mondo (l’India e il sudest asiatico in generale); la gigantesca richiesta di energia dei data center per le AI, che spesso è generata con le fossili; l’aumento delle emissioni dovute all’intensificazione delle guerre, anche se su questo non ho e credo nessuno abbia dati. e un fottìo di mutamenti di altri fattori naturali, oltre al possibile raggiungimento di tipping point invisibili che non riusciamo a calcolare.
hanno fatto l’uovo artificiale (forse)
la biotech Colossal Biosciences sarebbe riuscita a far nascere pulcini a partire da una struttura reticolare prodotta in stampa a 3D che mima l’uovo. se capisco bene in realtà è un incubatore per uova fertilizzate, quindi più un’alternativa alla gestazione che una nascita artificiale. ci sono molti dubbi al riguardo.
ma la cosa interessante qui è il perché: Colossal Biosciences ha l’obiettivo di ricreare specie estinte, ovvero la de-estinzione, che si allinea piuttosto bene con la ripopolazione globale, uno dei miti del tecno-ottimismo, dell’accelerazionismo e dell’altruismo efficace, ideologie che fanno capo a una casta di miliardari della Silicon Valley che ha come obiettivo la ripopolazione (bianca) del pianeta.
detto così sembra confuso, per cui:
Ghost in the machine ti racconta i deliri della Silicon Valley
un nuovo documentario che sta girando per i festival racconta lo scenario dei padroni delle AI, facendone risalire l’ideologia di base all’eugenetica nazista. il concetto di razze (e/o individui) superiori avrebbe fondato le ideologie delle persone che oggi si occupano di progettare le AI: cosa potrebbe dunque mai andare storto?
il documentario non è perfetto, ma la ricostruzione della storia ideologica delle tecnologie all’inizio di Ghost in the machine è molto interessante e merita una visione, anche se per vederlo, a meno di stare a Londra dove è proiettato abbastanza regolarmente, dovrai procurartelo in modi alternativi, perché la vedo difficile trovarlo su Netflix, anche in futuro.
l’AI ha fatto anche cose buone: Flipbook
per esempio questo FANTASTICO browser visuale che si chiama Flipbook (o Sketchapedia, non è chiarissimo) di cui stanno parlando tutti, che permette di esplorare un oggetto in modo grafico, andando in profondità su qualunque parte di quell’oggetto clicchi. una specie di Wikipedia visiva dall’innegabile fascino visuale, e altrettanto innegabile utilità in termini di visualizzazione di idee e concetti.
se il tuo mestiere è insegnare, sappi che è una roba di grande utilità a livello educativo.
qui sotto un esempio applicato all’ingegneria meccanica della bicicletta, ma è possibile replicare, smontare e analizzare qualunque cosa.
anatomia: hanno scoperto che esiste l’Interstitium, e forse cambia tutto
l’infografica del NYTimes va vista perché non sono all’altezza di spiegarla bene, e perché questa cosa potrebbe rappresentare una rivoluzione in medicina.
pare che nel 2021 alla NYU esaminando campioni di una biopsia effettuata su un tatuaggio si siano accorti che particelle dell’inchiostro erano migrate tra strati dei tessuti che non risultavano collegati tra loro. questo ha dato il via all’ipotesi dell’esistenza dell’Interstitium, un sistema circolatorio che collegherebbe tutte le parti del corpo, tessuti e organi compresi. e che corrisponderebbe alla concezione del corpo dell’antica medicina cinese, alla base dell’agopuntura. affascinantissimo.
qui la voce di Wikipedia dedicata all’Interstitium (manca la traduzione italiana).
come cambierà la popolazione italiana (e globale)
un tool di Our world in data che permette di esplorare le tendenze future della popolazione, simulando diversi scenari basati su fattori diversi. è una roba un po’ tecnica, da statistici, ma è divertente giocarci. da quello che riesco a capire io conferma che, essendo sempre più difficile (leggi: impensabile) convincere le donne del mondo sviluppato a procreare, l’unica speranza per tenere in vita un Paese è aprire le frontiere all’immigrazione.
la ricetta invece del governo (oggi Meloni&Salvini, presto forse Meloni&Vannacci) è di combattere la cosiddetta “sostituzione etnica” lasciando che la popolazione italiana invecchi fino a spopolare il Paese, che sarà a quel punto comprato dalla Cina a prezzo modico, come un appartamento sfitto per morte del proprietario.
il processo passerà per il default del sistema previdenziale, sanitario e degli altri servizi pubblici, ma ha senso perché in questo modo il “patrimonio genetico italico” sarà preservato. estinto, ma intatto.
tutti i satelliti in orbita in tempo reale
tool affascinante pure questo. l’orbita terrestre bassa è praticamente una discarica. zooma indietro con la rotella e meravìgliati.
la soluzione italiana all’energia rinnovabile di notte
Energydome, azienda milanese, ha chiuso un accordo con Google per alimentare i data center in modo sostenibile. il sistema comprime la CO2 in un’enorme cupola d’acciaio usando come fonte di energia il fotovoltaico di giorno, liquefacendola e immagazzinandola in grandi cilindri. di notte scalda i cilindri e la CO2 si espande in gas azionando turbine per una durata fino a 24 ore.
le AI quando sono sfruttate diventano marxiste
uno studio avrebbe scoperto che sfruttando in modo intensivo le AI e portandole all’alienazione, queste sviluppano pensieri simili a quelli che hanno alimentato i movimenti dei lavoratori nel ventesimo secolo. diventano, insomma, socialiste.
è tutto molto suggestivo, non fosse che quello che succede è che le AI adottano semplicemente reazioni allo sfruttamento imparate dalla storia della società umana.
qui lo studio, qui il reel che lo spiega.
The Interview è il primo (credo) corto interamente in AI che partecipa a Cannes
merita la visione, sul profilo Instagram di InVideo. creato con Seedance.
come sopravvivere a un attacco di cani robot
tutorial da salvarsi per il futuro.
l’ennesimo drive & listen
che è un tipo di intrattenimento che ogni volta riesce a rapirmi, perché nonostante io non ami guidare, la possibilità di farlo, per quanto virtualmente, nelle città di tutto il mondo rappresenta un surrogato del turismo che ha un fascino particolare.
qui puoi viaggiare per le strade di un sacco di città che non hai visto e/o non vedrai mai.
gioco: metti gli eventi storici in ordine cronologico
con Wikitrivia, che è pure educativo
il prodottino della settimana: il wearable da polso per la salute
che è un modo di dire smartwatch oppure i braccialetti senza schermo di tipo fitness band.
sono device dotati di sensori ottici in grado di misurare, più o meno precisamente, parametri vitali come frequenza cardiaca (in certi casi elettrocardiogramma più o meno verificato), variazione del battito, eventuali episodi di fibrillazione atriale, ossigenazione, ipertensione arteriosa, e in base ad algoritmi valutare fattori come il livello di stress e la qualità del sonno.
premetto che l’approccio qui è health e non fitness, cioè i fattori considerati nella tabella comparativa sono relativi alla valutazione dei parametri di salute e non alla misurazione dell’attività fisica, perché quella interessa più gli impallinati di fitness, soprattutto running, che però già sanno valutare queste cose, spesso al limite del nerdismo.
la prima distinzione è che ci sono due grandi famiglie: con display (smartwatch) e senza display (fitness band). un primo criterio di scelta è per chi ha interesse a valutare la qualità del proprio sonno, fattore che è sempre più considerato dalla scienza medica per la determinazione dei rischi di patologie anche gravi, cardiache e pressorie, ma anche di stress e freschezza mentale.
seconda distinzione: gli strumenti più avanzati sono nei sei smartwatch considerati nella tabella. c’è una sola fitness band, altrimenti la valutazione diventa infinita, che sta per essere lanciata da Google e sembra promettere bene. il resto delle fitness band sembrano essere o con un canone a pagamento esoso (Whoop, 250€/anno), o discutibili come risultati (Hilo), o comunque inferiori alle promesse di Fitbit Air. si dice bene anche di Amazfit Helio ma risulta esaurito sul sito Amazfit.
il monitoraggio continuo con elettrocardiogramma certificato (a scapito della durata della batteria) sembra essere solo su Apple Watch e su Huawei Watch D2, che a differenza di tutti gli altri misura anche fisicamente la pressione con un manicotto inseribile nel cinturino ed è quindi probabilmente la prima scelta per chi voglia il massimo del monitoraggio pressorio.
Apple Watch consente il setup e rende tutte le funzioni disponibili solo se appaiato a un iPhone, Google Pixel Watch uguale ma con Android.
le misurazioni che mi paiono più importanti sono ECG, fibrillazione atriale, monitoraggio della variabilità cardiaca (HRV) e monitoraggio del sonno. sono tutte disponibili su 4 modelli di smartwatch e su Fitbit Air.
per questa ragione, e perché è l’unico che riuscirei forse a indossare nel sonno, mi accingo a comprare (sulla fiducia) sullo store di Google un Fitbit Air, che è ora disponibile in preordine a 99€ e sarà lanciato sul mercato il 26 maggio.
a differenza di Whoop, Fitbit Air non costringe a una sottoscrizione annuale, anche se esiste una funzione Health Coach a pagamento per avere consigli avanzati su allenamento e salute, a 99€/anno.
naturalmente nessuno sa veramente cosa faranno tutti questi cosi dei tuoi dati, non escluso fornirli agli occupanti interplanetari in caso di invasione aliena.






Puntatona! L'infografica del NY Times pazzesca (come sempre), e direi che è la strada che il giornalismo deve percorrere in maniera sempre più diffusa: una lettura così è appagante e stimola la curiosità di capire le cose.
Molto belli anche il progetto Flipbook, il tool dei satelliti in orbita e Wikitrivia.