☳ Polpette n°341
Canta, irmão / canta meu irmão / que a Liberdade é hino / e o Homem a certeza.
questa è Polpette, la vanzletter
di notizie è pieno il mondo, ma anche di polpette
quando ho scritto la newsletter era una news fresca, ma ora sai, anzi non ne puoi già più di sapere che a bordo di una nave da crociera gestita dalla compagnia olandese Oceanwide Expeditions si è verificata un’epidemia di hantavirus che ha ucciso alcun* crocierist* nella tratta tra Ushuaia e Capo Verde.
hantavirus è generalmente contratto attraverso l’inalazione di polveri di feci dei topi e causa polmonite e febbre emorragica con insufficienza renale, che possono portare alla morte. ci sarebbero altri 5 casi sospetti che sono stati ricoverati in ospedale. la trasmissione tra umani è possibile ma estremamente rara, e le varianti note del virus non risulterebbero essere facilmente trasmissibili per via aerea.
MV Hondius ha lasciato alle spalle Capo Verde e ha attraccato a Tenerife (puoi controllare la sua posizione, come quella di qualunque altra imbarcazione, su Marine Traffic) dove il governo spagnolo ha approntato procedure di contenimento biologico. il clima a bordo non sarà dei più sereni, immagino.
l’inno nazionale di Capo Verde è in portoghese ma la lingua materna della maggioranza dei capoverdiani è il creolo capoverdiano.
in other news: è caduto il governo rumeno del primi ministro liberale e europeista Bolojan sulle misure di austerità per ridurre il debito pubblico: per fare la crisi i socialdemocratici si sono astutamente alleati con l’estrema destra - e come avviene in tutta Europa della crisi si avvantaggerà solo l’estrema destra. aspettiamoci di vedere al governo il partito praticamente neofascista Alleanza per l’unità dei rumeni (Alianța pentru Unitatea Românilor). qui una lettura un po’ più scafata della crisi di governo.
visti anche i risultati di AFD in Germania e Reform in UK mi pare di capire che questa ondata di ultradestra xenofoba, razzista e criptofascista non sia più rimandabile, e tocchi attraversarla. peccato che i fascismi al governo abbiano la tendenza a durare un ventennio, rimuovendo la noia di dover votare nel frattempo.
non ho trovato una ricetta di polpette capoverdiane quindi ti propongo le “Real Italian Meatballs come le faceva la mia nonna” di Michael Franzese, nato Michael Grillo, ex mobster della mafia italoamericana di Brooklyn. in carcere dal 1985 al 1994, Franzese è diventato una minicelebrity soprattutto su YouTube.
le Polpette della settimana
l’Europa è il continente che si scalda più in fretta
come hai letto già mille volte sulle Polpette, il tasso di riscaldamento del pianeta Terra è stimato ufficialmente attorno ai +1,5° (in realtà siamo già oltre i +1,6°) rispetto alla media preindustriale.
non tutti i continenti però si scaldano allo stesso modo, e proprio l’Europa è il continente abitato che si scalda più in fretta, con oltre un grado rispetto alla media globale: la stima è di +2,5° rispetto alla media preindustriale.
detto così può sembrare poco, ma in un sistema complesso come il pianeta e su aree così ampie un grado di differenza è MOLTISSIMO. peggio dell’Europa fa solo l’Artico, con +0,75° per decennio (l’Europa è a +0,56°) contro una media planetaria di +0,27° per decennio.
un pezzo di Copernicus spiega le dinamiche e le ragioni di questa differenza nel tasso di riscaldamento (ci sono quattro fattori in gioco: Albedo feedback, Convection differences, Lapse rate feedback, Water vapour transport).
l’effetto più preoccupante di tutta questa faccenda, ancora una volta, non è nemmeno tanto l’innalzamento del livello dei mari dovuto allo scioglimento dei ghiacci (a meno di abitare sulla costa nord adriatica), ma il rallentamento e l’eventuale blocco del Capovolgimento Meridionale della Circolazione Atlantica (per gli amici Corrente del Golfo) che potrebbe far piombare l’Europa in un inverno molto rigido e perenne.
uno studio sostiene che chiudere lo stretto di Bering, che separa la Russia dall’Alaska, con una diga di 85 chilometri potrebbe salvare l’AMOC dal suo destino. la diga si potrebbe ancorare al centro nelle isole Diomede, di cui abbiamo parlato più volte.
modificare il meteo con i pannelli solari
un altro progetto un po’ picchiatello calcola che l’installazione di grandi solar farm (enormi distese ricoperte di pannelli solari) nel deserto del Sahara oltre a generare una quantità di energia di cui abbiamo sempre più bisogno, sarebbero in grado di produrre precipitazioni, quindi, ipoteticamente, rendere il deserto coltivabile.
il fenomeno si baserebbe sul fatto che i pannelli solari neri generano calore che naturalmente sale verso l’alto: se la superficie è molto grande, la corrente calda ascendente può causare un updraft, cioè una colonna calda abbastanza forte da attirare a sé e aggregare una quantità sufficiente di umidità da farla condensare in nuvole.
questa settimana è uscito anche uno studio sulla sabbia del deserto in sospensione in occasione delle grandi tempeste di sabbia: essa avrebbe un effetto riscaldante dell’atmosfera invece che raffreddante come pensavamo, per la sua capacità di schermare sì il terreno sottostante dai raggi solari, ma intrappolando il calore del sole. l’effetto di questo accumulo di calore equivarrebbe circa al 10% del riscaldamento causato dalla CO2.
sono usciti i Premi Pulitzer 2026
e anche i vincitori del World Press Photo 2026
le città (e i sindaci) sono tossicodipendenti dal traffico
per l’amministratore urbano il traffico è una droga: sa che dovrebbe sbarazzarsene, glielo dicono tutti, ma non riesce. se non ci prova l’UE gli toglie i soldi, se ci prova teme di perdere le elezioni. più parcheggi costruisce più traffico arriva, se investe nel trasporto pubblico i soldi non rientrano perché le persone restano abituate all’auto e l’amministrazione peggiora il deficit.
quello che serve è un cambio di paradigma che riconosca che perché le persone finalmente accettino di usare i mezzi pubblici il parcheggio va eliminato e bisogna investire, inizialmente a perdere, nella flotta e nella frequenza dei mezzi pubblici. il cambiamento della cultura autocentrica avviene in due modi: con la scarsità artificiale e col tempo.
ne è la prova il fatto che, come risulta da uno studio che propone un metodo per calcolare la dipendenza delle città dal traffico automobilistico, le città che sono riuscite a operare questo cambiamento sono quelle che hanno visto un’amministrazione comunale convinta e inflessibile su questo modello: Parigi, Zurigo, e in parte (il centro, ma non le periferie) Barcellona. Milano e Stoccolma vedono alcuni effetti ma in modo strettamente relegato al centro-nord urbano.
perché Parigi e Barcellona (e anche Montréal)? perché sono guidate da sindache donne che hanno l’autorità di usare il budget per portare avanti una visione fatta di trasporto pubblico, centro città chiuso al traffico, ciclabili, eliminazione dei parcheggi, trasformazione delle vie in parchi pedonali.
ma perché le donne capiscono queste cose e i maschi no?
la spiegazione del Guardian è che leaders make decisions based on their lived experience. If they have never experienced navigating the street with a small child, or carried the fear of violence walking alone at night, it can be difficult to have these issues at the forefront of their mind.
la spiegazione mia, che sono un’anima bella, è anche che mediamente le donne al potere sono meno suscettibili degli uomini alle influenze corruttive del lobbying petrolifero, ma sono anche meno influenzabili dalla parte più rumorosa dell’elettorato (i boomer e i genXer a combustione interna).
Italia sempre più in basso nella classifica della libertà di stampa
il report annuale di Reporters Sans Frontières ha la solita classifica dei Paesi del mondo per libertà di stampa. quest’anno l’Italia riesce nell’invidiabile primato di posizionarsi al 56mo posto, sotto l’Ucraina, cioè un Paese in guerra, e sotto la Romania e mezzo continente africano.
la Spagna è al 29mo posto, il Portogallo al decimo. come in tutte le classifiche, ci tengono in gioco Paesi come la Grecia e l’Albania, cioè il genere di Europa a cui, pare, meritiamo di appartenere: quella balcanica.
e no, non è solo per le minacce mafiose alla stampa: è la legge bavaglio e sono le querele intimidatorie da parte della politica. archiviare sotto: l’ennesimo successo del governo Meloni (che immagino veda l’intimidazione della stampa, misura tipicamente fascista, come un effettivo successo).
la teoria alla base della prima forma di viaggio interstellare
con i sistemi di propulsione attuali non è ragionevole pensare di andare su Marte, figuriamoci uscire dal sistema solare. serve quindi una modalità di propulsione completamente nuova e molto più potente dei razzi. uno studio ipotizza la possibilità di usare una forma di propulsione ottica attraverso “metajet” in grado di trasformare la luce (laser) in spinta. tutto MOLTO teorico, che se anche funzionasse sulla scala micro non significa funzioni su quella macro.
curiosità: per l’effetto della mutua attrazione gravitazionale Giove e gli altri pianeti tecnicamente non orbitano attorno al Sole, ma attorno a un punto che si chiama baricentro e nel caso di Giove è esterno al corpo solare.
“ma allora, dove andiamo in vacanza quest’estate?”
è la domanda che quest’anno più di ogni altro (escluso forse quello della pandemia) si stanno ponendo le famiglie italiane. ne è responsabile, chiaramente, la crisi del trasporto petrolifero nel Golfo causata, cercata, voluta dalla Testa di Cazzo Arancione. che però forse avrà effetti positivi rispetto alla transizione alle rinnovabili.
(peraltro quello che non capisco è perché il governo italiano non stia già da subito dando una forte incentivazione all’installazione di pannelli fotovoltaici, se non altro in termini di alleggerimento della burocrazia, ma vabbè, guardare al futuro o persino al presente non è mai stato il nostro forte).
Despite the perversity of its causes, the current acceleration of electrotech is overwhelmingly positive for the world as a whole. It will slow climate change and reduce pollution. It will diminish the power of anti-democratic petrostates and limit the vulnerability of the world economy to disruptions at choke points like Hormuz. It will democratize access to cheap energy sources in places like Africa.
There is another positive consequence of the clean energy boom: the diminishment of the carbon coalition — the interest groups and ideologues who hate renewable energy and want the world to keep burning fossil fuels.
(Paul Krugman)
ciò detto, le priorità sono trovare destinazioni che siano raggiungibili senza dipendere dalla lotteria del petrolio, quindi idealmente in treno.
ma anche, e questo vale per tutti gli anni per Agosto, cercare destinazioni che siano sostenibili in termini di affollamento. c’è un sitarello che si chiama Without the Crowds e propone alternative sostenibili alle destinazioni più prese d’assalto.
se poi sei una turista dell’astronomia, ti ricordo che in questi anni ci sono diverse eclissi solari in aree adatte alle vacanze estive: il 12 agosto in Spagna nella fascia tra Valencia e Oviedo, e il 2 agosto 2027 su tutto il Maghreb, da Gibilterra fino a Bengasi passando per Marocco, Algeria e Tunisia.
il primo umano ucciso da un robot
la domanda non è “chi sarà” ma “chi fu?”. il 25 gennaio del 1979 Robert Williams stava lavorando alla fabbrica di assemblaggio Ford di Flat Rock, Michigan, quando fu investito da un “transfer vehicle“ mentre stava cercando di aggiustare un braccio robotico. una fabbrica che era automatizzata già nel 1979.
la domanda quindi diventa: chi sarà il primo umano ucciso intenzionalmente da un robot? ma anche a questa abbiamo la risposta: è stato probabilmente un soldato russo sul campo di battaglia ucraino, dove l’esercito di Kyiv sta già impiegando robot da guerra (in verità comandati a distanza, non ancora autonomi).
la domanda quindi diventa: chi sarà il primo umano ucciso intenzionalmente da un robot a seguito della decisione autonoma del robot di ucciderlo? a questa non abbiamo ancora risposta, ma manca poco. con buona pace di Asimov e delle sue inutili leggi.
se devi spremere dei lime non farlo al sole
scopro dalla serie TV The Pitt che esiste un fenomeno chiamato fitofotodermatite che può causare una grave reazione infiammatoria fototossica cutanea nel momento in cui esponiamo ai raggi del sole la pelle che è venuta a contatto con il succo di lime, ma anche sedano, prezzemolo, fico e soprattutto bergamotto.
Ground News è una buona alternativa a Google News
l’atlante statistico europeo
dà accesso a un sacco di dati interessanti sui vari paesi dell’Unione. uno solo tra questi: la mappa della crescita e decrescita dei centri urbani, da cui si deduce che il nord-ovest (Piemonte, Liguria) si sta spopolando, e lo stesso vale per tutte le zone montane (Alpi, Appennini), quasi tutto il sud, soprattutto Napoli e dintorni, ma anche la grande pianura della bassa padana.
mentre crescono Milano, l’hinterland romano e la costa laziale, le città emiliane, Veneto e Trentino. è naturalmente l’effetto di un mix tra decessi e nascite, ma soprattutto del bilancio tra immigrazione (quindi offerta di lavoro) e emigrazioni.
tre giochini per passare la settimana
1) geoguessr, ma con il tempo
la foto mostrata non è di oggi ma di un qualunque anno nel passato, e devi indovinare sia il luogo che l’anno. Timeguessr dà dipendenza esattamente come Geoguessr ma è ancora più difficile.
2) un game di vela 3D ambientato in Google Earth
non è particolarmente coinvolgente, però rilassa. presumibilmente in vibe coding, si chiama Vibesail.
3) fai impazzire il travet
The green dot è un game crudele, al limite dell’immorale. controlli le comunicazioni da parte del capo a un impiegato chiaramente stressato, frustrato e in debito di sonno. l’obiettivo, suppongo, è cazziarlo finché non gli viene un infarto. se lavori in un contesto simile e ti diverti a giocarci sei probabilmente disturbato.
Radio days
la musica che davano in radio in qualunque decennio del passato, in qualunque paese del mondo.
la storia della depressione di Gemma Correll
che è una delle vignettiste/cartoonist di maggior notorietà sull’Internet, e racconta la sua spirale nell’ansia e nell’alcolismo con l’abituale leggerezza, se così si può dire.
Timelapse ti mostra il processo di nascita e sviluppo delle grandi città del mondo
naturalmente tutto fatto con le AI, ma istruttivo.
La nave di Teseo di Straka
è uscito questo libro-game che racconta una storia su diversi piani: il racconto stampato, le note a margine di due ricercatori che ricostruiscono la storia e una serie di oggetti infilati tra le pagine.
il prodottino della settimana: il media player da TV
prodottino già trattato, ma continuo a vedere gente che guarda i film e le serie sul portatile a 12 pollici, oppure collegando il PC alla TV col cavo HDMI, o addirittura su smartphone.
ora lungi da me voler imporre a chicchessia un minimo di civiltà, ma guardare un film su smartphone è come ascoltare musica dalle casse del telefono (e so che fate anche quello, e mi viene l’ulcera). è come andare al ristorante a mangiare gli avanzi freddi di ieri.
vorrei dunque ancora una volta affermare la mia assoluta condanna per questo genere di pratiche, anche perché se la tua TV non ha un software adeguato per riprodurre le piattaforme di streaming esistono soluzioni a poche decine di euro per ovviarvi. (se la tua TV non ha nemmeno un ingresso Hdmi forse è ora di buttarla, la TV della bisnonna).
poi c’è il discorso della frammentazione dei cataloghi: mentre con la musica si è riusciti a stringere accordi con tutte le etichette, e la scelta del provider di streaming musicale dipende solo dalle tue preferenze perché tutte le piattaforme hanno tutto, con i film per qualche ragione non ci si è riusciti (sospetto la complicità delle piattaforme) e il catalogo è stato frammentato tra piattaforme diverse. col risultato che chi volesse poter vedere tutto quello che è distribuito in Italia (che è ben lungi dall’essere l’intero catalogo esistente per la distribuzione) dovrebbe pagare il canone annuale a:
Netflix (14) + Prime Video (50) + Apple TV (100) + HBO max (144) + SkyTv (da 180) + NOWtv (da 150) + Paramount+ (80) + Discovery+ (40) + Disney+ (90) + YouTube premium (170) + Mubi (96) + MyMovies (17) + Infinity (80) + TIM vision (100) + (all’estero) Peacock (da 60) + Criterion (100). e ne mancherebbero ancora.
ne deriva che a fronte di un costo annuo per Spotify di 144€ (132€ se scegli Tidal, 109€ con Apple music), per avere “tutto” il cinema e le serie disponibili il costo annuo è di 1471€. a parte l’oggettiva complessità di cercare un contenuto su 10 piattaforme diverse, è una cifra che non molti possono pensare di investire.
da qui gli orrendi accrocchi tra smartphone, PC e TV della nonna per vedere schifezze come pessimi streaming da siti web discutibili che ti sbattono il malware sui PC.
ora non sta a me insegnare modalità non regolari di visione di serie e film, modalità che peraltro molti di voi adottano già, ma almeno se vi prendete su un media player con 60€ avete un device Android per tutte le piattaforme di streaming anche in grado di riprodurre i file video (che so, i filmini delle vacanze, ma anche i film in public domain scaricati da Internet Archive o con bittorrent).
se anche 60€, cioè meno di 4 film visti in coppia al cinema, fossero troppi, esistono alternative cinesi che scendono fino a 25 euro.




prodottino: non vale la pena di comprare un hard drive da un tera come backup generale e collegarlo al tv come risorsa esterna?